Ci vuole un grande coraggio nel rivolgersi alle famiglie in questo drammatico momento.

Non c’è lavoro. Non c’è certezza di mantenere un lavoro. Non si ha voglia di fidarsi del prossimo.

Ci vuole una grande faccia tosta per dire alla gente che la politica può risolvere i loro problemi. Io ho coraggio e faccia tosta in abbondanza per sfidare l’infame destino dei luoghi comuni e per dirvi che c’è un potente rimedio alla rassegnazione: partecipare alle decisioni importanti e saper scegliere i propri rappresentanti.

È vero, la politica vi è venuta a noia. Ne avete abbastanza di chiacchiere. Sono convinto però che nonostante tutto non avete ancora perso la speranze nella politica, che qualcuno possa essere degno di voi, che non vi tradisca e che non tradisca le sue origini, la sua cultura, la sua storia. Non fatevi schiacciare dall’indifferenza, dunque. Reagite! Non condannatevi ad una lunga agonia.

Non possiamo permetterci di stare solo a guardare dicendo tanto si sa come va a finire. Noi tutti sappiamo che non è così, perché noi tutti abbiamo una famiglia, abbiamo figli o li avremo o siamo noi stessi figli e vogliamo garanzie per il nostro futuro.

Non mi vergogno di chiedervi esplicitamente di andare a votare il prossimo 31 maggio per chi crederete meriti il vostro voto. Di andare a votare comunque per difendere i vostri diritti e per non prendere le distanze dal futuro. Per non fare il gioco di chi fa solo la conta ma non conosce le vostre facce e i vostri problemi. Non siamo tutti uguali.

Michele Emiliano non sarà mai un Presidente arrogante ma il sindaco di tutti i pugliesi ed io, se voi lo vorrete, condividerò con lui un Progetto esaltante. Condividiamolo insieme!

Qualcuno mi rimprovera di essere troppo orgoglioso della mia terra. Ebbene, ha ragione! Ho l’orgoglio dell’appartenenza e tutti coloro che conosco e che amano questa terra, capiscono cosa intendo quando dico che continuerò ad essere me stesso anche a Bari e farò di tutto per portarvi con me. Non abbandonerò nessuno per strada.

Vi do la mia parola che ogni vostro problema sarà un mio problema e con Michele Emiliano non sarà più un problema.

Una sintesi di una storia lunga, di una storia impegnativa ed entusiasmante.
Questo video è la sintesi di una storia di impegno, di una storia che è mia.

Così va il mondo. Il mondo delle dinamiche editoriali che manipolano l’opinione pubblica a loro piacimento. Non ho mai avuto dubbi sull’efficacia e la portata sociale del giornalismo d’inchiesta, quello che, abbandonata la retorica, racconta senza fronzoli la realtà, il malaffare, le criticità della vita quotidiana. Tutt’altra cosa sono i cosiddetti “approfondimenti mirati” costruiti su fantomatici collegamenti ed una platea radical-chic fatta di ospiti abituati a commentare dati privi di ogni rilevanza statistica; tutti professionisti del cazzeggio salottiero invitati solo a contenere la loro logorrea. Ho atteso qualche giorno nel tentativo di placare il mio legittimo risentimento e per riflettere su come sia possibile essere avvolti dall’atmosfera torbida creata ad arte da una pseudo intervista telefonica ottenuta (stavo per dire estorta) con falsa cordialità dalla giornalista di La7 per conto e mandato di Corrado Formigli. La cronaca di una tragedia sfiorata è stata l’occasione per proporre un surrogato tecnico che ha ridotto a 30” la storia della mia sensibilità civica affibbiandomi impunemente responsabilità politiche pregresse. Badate bene la giornalista in questione non mi ha reso edotto della registrazione adottando un atteggiamento da volpe, per non dire caimano, che blandisce la preda attirandola nella sua trappola con subdola cortesia. A questo punto eliminato il superfluo: la solidarietà alle famiglie interessate, la disponibilità al recupero psicologico dei bambini, la regia occulta della trasmissione decide di mantenere solo dei frammenti delle mie dichiarazioni, montate senza alcuna logica temporale, facendomi passare per sarcastico indifferente. In studio si scatenano i facili commenti demagogici con il conduttore-pizzardone che dirige la circolazione degli interventi imbeccando il suo parterre. Giudizi sommari e sentenze tranchant si sprecano, mi si attribuisce una negligenza assolutamente immeritata e, cosa più grave, si innesca uno tsunami di fango che, attraverso la rete, raggiunge ogni anfratto del mondo. Chi mi conosce sa bene che non sfuggo il confronto e quanto sia severo con me stesso ma francamente non mi va giù che la mia storia di amministratore possa essere contenuta in una sintesi random di una informale conversazione spacciata per intervista consapevole. Considerate questo mio sfogo una legittima ingerenza alla logiche della comunicazione e non la tiritera del solito politico sbeffeggiato perché non è di beffa che stiamo parlando ma di vero e proprio agguato mediatico da parte di chi non ha avuto alcun interesse a fare chiarezza ma solo audience. Così va il mondo. E il diritto di replica dove lo mettiamo? E’ stato sostituito dall’irrisione e dal menefreghismo? In altre circostanze, quando è stato necessario rappresentare la mia comunità, ho cortesemente chiesto ed ottenuto spazio su giornali o tg di network prestigiosi e tutt’altro che compiacenti, in questo caso, invece, pretendo udienza mediatica.
È appena il caso di ricordare che la tanto bistrattata Ostuni e la sua amministrazione sono state capaci di ristrutturare e riqualificare, dal 2006 al 2014, due scuole medie e due scuole elementari, per un importo complessivo di circa 8 milioni di euro, senza incorrere a finanziamenti esterni; tutto ciò non può essere inficiato e obliterato da una vicenda assurda, che ha fatto di una città virtuosa nel panorama di scuole disastrate dell’Italia, lo zimbello di un florilegio di sciacalli per professione, per opportunismo o per consuetudine.